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Quando manca la spinta

Ti è mai capitato? Sai che una breve passeggiata o una telefonata a un’amica ti farebbero bene – eppure resti a letto. Aspetti che torni la voglia. Ma non torna.

Non è pigrizia. Il morale basso, la stanchezza e lo stress smorzano la spinta – fa parte del quadro. La buona notizia: esiste un approccio che non aspetta la motivazione. Si chiama attivazione comportamentale ed è un elemento ben studiato della terapia cognitivo-comportamentale (TCC).

Il circolo del ritiro

Quando stiamo male, spesso ci ritiriamo. È comprensibile – ma può far scendere ancora di più il morale:

  1. 1

    Il morale scende – Arrivano stanchezza, vuoto o sconforto.

  2. 2

    Fare meno – Disdici gli impegni, lasci le cose in sospeso, resti a letto.

  3. 3

    Meno cose belle – Ci sono meno momenti piacevoli e meno piccoli successi – e più tempo per rimuginare.

  4. 4

    Il morale scende ancora – E iniziare qualcosa diventa ancora più difficile.

↺ … e così via.

La via d’uscita non comincia nella testa, ma nel fare: con un piccolo passo che riporta qualcosa di buono nella tua giornata.

Prima agire, poi arriva la motivazione

Di solito pensiamo: prima mi serve la voglia, poi comincio. Con il morale basso spesso funziona al contrario: prima viene un piccolo passo – e la voglia a volte segue, almeno un po’.

Negli anni Settanta lo psicologo Peter Lewinsohn descrisse come il ritiro e la mancanza di esperienze piacevoli possano mantenere una depressione. Da qui nacque l’attivazione comportamentale: invece di aspettare di sentirsi meglio, si pianificano di proposito attività che fanno bene o danno un senso.

Come procedere

  1. 1

    Osservare – Per qualche giorno annota cosa fai e com’è il tuo umore (0–10). Non cambiare ancora nulla. Spesso si nota che alcune cose sollevano un po’ l’umore e altre lo appesantiscono.

  2. 2

    Piacere e successo – Due tipi di attività fanno bene: quelle piacevoli (piacere) e quelle in cui porti a termine qualcosa (successo). Contano entrambe – pianifica un po’ di tutte e due.

  3. 3

    Scegliere secondo i tuoi valori – Cosa conta per te, per esempio la vicinanza, la salute o la creatività? Le attività in linea con i tuoi valori ti sostengono più a lungo di una semplice distrazione.

  4. 4

    Iniziare in piccolo – Così piccolo da sembrare quasi troppo facile: metterti le scarpe invece di andare a correre, lavare una tazza invece di riordinare tutta la cucina. Un piccolo passo che fai davvero porta più di un grande passo che pianifichi soltanto.

  5. 5

    Fissarlo in agenda – Decidi quando e dove: «Domani alle 10 faccio dieci minuti di passeggiata intorno all’isolato.» Poi conta il piano, non la voglia del momento.

Idee per piccoli passi

Scegli ciò che fa per te – e fallo piuttosto più piccolo che più grande.

Piacere

  • ascoltare una canzone che ami
  • cinque minuti al sole alla finestra o sul balcone
  • bere un tè o un caffè con calma
  • mandare un breve messaggio a una persona a cui tieni
  • leggere qualche pagina di un libro

Successo

  • rifare il letto
  • fare la doccia e mettere vestiti puliti
  • rispondere a un solo messaggio o e-mail
  • riordinare per cinque minuti (con un timer)
  • cucinare un piccolo pasto

Quando resta difficile

Annotare l’umore dopo

Dopo un’attività spesso è un po’ migliore del previsto. A volte resta uguale – anche questo non è un fallimento. L’effetto spesso si vede solo dopo alcune ripetizioni.

Non è andata?

Non è una prova contro di te, solo un indizio: il passo era probabilmente troppo grande. Rendilo più piccolo e riprova.

Attenzione al rimuginio

Restare a letto a pensare sembra riposo, ma spesso mantiene vivo il circolo.

Essere gentile con te

Nei giorni molto difficili basta un passo minuscolo – o una vera pausa. Non si tratta di prestazioni, ma di ritrovare il contatto con ciò che ti fa bene.

Buono a sapersi

  • La stanchezza può avere anche cause fisiche. Per esempio mancanza di sonno, carenza di ferro, un disturbo della tiroide o effetti collaterali di farmaci. Se la stanchezza dura a lungo, falla controllare da un medico.
  • Chiedere aiuto è un buon passo. Se il morale basso, la mancanza di piacere o di spinta durano più di due settimane, parlane con il tuo medico o cerca una psicoterapia. La depressione è frequente ed esistono trattamenti efficaci.
  • Un articolo non sostituisce una terapia. Se sei in una crisi acuta o pensi alla morte: numeri di aiuto del tuo paese.

Il tuo primo piccolo passo

Prenditi qualche minuto per queste domande. Non ci sono risposte sbagliate.

  • 1. Ciò che mi faceva bene

    Quali attività mi davano gioia o soddisfazione un tempo?

  • 2. La mia mini-versione

    Quale versione minuscola potrei provare nei prossimi due giorni?

  • 3. Quando esattamente?

    In che giorno, a che ora, dove? E cosa faccio se non ne ho voglia? (es. «Allora faccio solo cinque minuti.»)

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